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Visualizzazione dei post con l'etichetta Razionalismo

Roma razionalista e i Palazzi delle Poste - Parte II

Durante il ventennio si decise di costruire quattro nuovi edifici postali per altrettanti quartieri della capitale in forte espansione demografica. Ricollegandomi alla  precedente trattazione , seguirà una breve trattazione su l progetto C destinato al quartiere Milvio, vinto dall’arch. Armando Titta e l’ultimo progetto, D, destinato al quartiere Nomentano dell’arch. Mario Ridolfi. C − Palazzo delle Poste di viale Giuseppe Mazzini (Milvio), Armando Titta, 1933-1935 Situato all’attuale confluenza di via Giuseppe Andreoli su viale Giuseppe Mazzini, il progetto dell’arch. Titta presenta un impianto planimetrico trapezioidale compatto, la cui facciata principale è un’unica parete curva che annulla l’angolo dell’intero isolato: che si provenga dal viale principale oppure dalla via secondaria, la volumetria dell’edificio è percepita alla stessa maniera.  Il progetto ha seguito pedissequamente lo schema distributivo del bando di concorso, come se lo stes...

Roma razionalista e i Palazzi delle Poste - Parte I

Durante il ventennio si decise di costruire quattro nuovi edifici postali per altrettanti quartieri della capitale in forte espansione demografica. Nel 1932 , in una capitale in piena fase di rinnovamento grazie all’attuazione di un’innovativo Piano Regolatore 1931, il Ministro delle Comunicazioni Galeazzo Ciano decise, insieme all’Amministrazione delle Ferrovia dello Stato, di indire un concorso per la progettazione di  quattro nuovi edifici postali  a servizio dei cittadini. Alla scadenza dei quattro concorsi, 136 progetti vennero presentati all’Amministrazione postale; il bando A inerente il quartiere Appio lo vinse l’arch. Giuseppe Samonà, il progetto B dell’Aventino, l’arch. Adalberto Libera, il progetto C destinato a Milvio, l’arch. Armando Titta e l’ultimo progetto, D, destinato al quartiere Nomentano, l’arch. Mario Ridolfi. La commissione, presieduta dal Direttore generale delle allora Poste e Telegrafi, Giuse...

Un sogno chiamato E42

Propilei posti tra piazza Guglielmo Marconi e viale della Civiltà Romana     L' E42 è stato un sogno naufragato. A causa vicende del secondo conflitto mondiale il cantiere fu tristemente interrotto e lasciato incompiuto, fino a che nel dopoguerra non si decise di riutilizzare gli edifici oramai costruiti e di progettare l’attuale quartiere EUR ; ancora oggi continua a catturare la nostra attenzione, i nostri sogni.  L’idea di una Esposizione italiana la si deve a Giuseppe Bottai, Governatore di Roma, colui che nel 1935 propose a Mussolini di organizzare questa manifestazione proprio nella capitale. Durante l’anno successivo si scelse il 1942 come anno in cui si sarebbe tenuto l’evento, una data simbolica per festeggiare il XX anniversario della marcia sulla capitale; verso la fine del ‘36 lo stesso duce scelse come sito per l’edificazione un’area di circa 400 ettari situa- ta a 6 km a sud delle mura aureliane, verso Ostia, in un progetto di futura espansione urbana ...